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Storia del sapone di Aleppo

Primo antenato di tutti i saponi, il sapone di Aleppo affonda le sue origini nella più remota antichità. Si tramanda che venisse usato dalla Regina Zenobia di Palmira (III secolo d.C.) e da Cleopatra (I secolo a.C.).

Il sapone e le tecniche di produzione furono esportate rapidamente in tutto il mondo arabo e in tutta Europa successivamente all’espansione araba dall’800 d.C..

Il tradizionale metodo di produzione del sapone di Aleppo prevede la saponificazione in caldaia dell’olio di oliva e dell’olio di bacche di alloro tramite l’idrolisi con l’acqua e una base alcalina.

La piena padronanza di questa antica tecnica da parte dei maestri saponificatori aleppini consente la totale saponificazione degli ingredienti, garantendo un’esperienza detergente di una delicatezza ed efficacia uniche.

Una volta completata la saponificazione, il sapone viene steso su un’ampia superficie dove viene tagliato in cubi da 200g usando un aratro speciale chiamato “gozee”

Una volta tagliato, sul sapone viene impresso a mano un marchio con le informazioni del produttore.

I saponi stampati vengono impilati e lasciati essiccare all’aria aperta per almeno nove mesi, durante i quali il colore muta da verde a marrone terra d’ombra.

Durante la stagionatura, i saponi acquisiscono ulteriore delicatezza per la pelle e durata.